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La nuova rottamazione-quinquies
2026 ·
Rivoluzione ESG: dal 2026 il
profilo di sostenibilità diventa determinante per l’accesso al credito ·
L’EBITDA Adjusted ·
Le scadenze LIPE 2026 ·
Auto aziendali a uso promiscuo:
quando il contributo del dipendente è imponibile ·
Finanza agevolata 2026: una
guida ai Bandi per l’avvio di nuove attività imprenditoriali ·
Ex frontalieri, via libera al
regime impatriati: cosa dice l’Agenzia delle Entrate ·
Aggiornato il portale bonusfiscali.enea.it
per i dati 2026 ·
Bonus mobili ed
elettrodomestici 2026: online la Guida delle Entrate ·
Campagna di phishing che
sfrutta il logo AdE per rubare le credenziali SPID |
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APPROFONDIMENTI |
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Rottamazione-quinquies 2026: una nuova frontiera
per la definizione agevolata tra rigore e opportunità ·
Cos’è e come utilizzare l’EBITDA Adjusted |
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IN BREVE |
ACCERTAMENTO
E RISCOSSIONE
La nuova rottamazione-quinquies 2026
Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 82-101
Il
panorama fiscale italiano del 2026 si apre con una novità di rilievo per
imprese e contribuenti: l'avvio operativo della cosiddetta rottamazione-quinquies.
Con l'approvazione della Legge di Bilancio e la recente attivazione dei servizi
telematici, si delinea un percorso di definizione agevolata che, pur offrendo
boccate d'ossigeno finanziario, si presenta con un perimetro d'azione più
selettivo e regole di permanenza decisamente più severe rispetto alle edizioni
precedenti. Per i professionisti del settore e per i contribuenti,
comprendere i meccanismi di questa misura non è solo un esercizio tecnico, ma
una necessità strategica fondamentale per la salvaguardia dell’equilibrio
finanziario.
Vedi l’Approfondimento
SOCIETÀ
Rivoluzione ESG: dal 2026 il profilo di
sostenibilità diventa determinante per l’accesso al credito
Dallo
scorso 11 gennaio 2026 sono entrate pienamente in vigore le nuove Linee
Guida EBA (European Banking Authority), che impongono agli
istituti di credito di integrare i rischi ESG (Environmental, Social,
Governance) nei propri modelli di valutazione del merito creditizio.
Cosa cambia concretamente?
La
sostenibilità diventa un fattore prudenziale. Le banche, infatti, non valuteranno
più solo i bilanci tradizionali, ma analizzeranno la capacità delle aziende di
affrontare la transizione ecologica e i rischi climatici.
I punti
chiave della riforma includono:
·
Analisi di materialità: le banche
dovranno valutare sistematicamente come i fattori ESG incidano sulla stabilità
finanziaria dell'impresa;
·
Piani di transizione: diventano
centrali i piani aziendali coerenti con l’obiettivo "net-zero 2050".
Non basteranno dichiarazioni d'intento, ma serviranno target misurabili e
verificabili;
·
Dati strutturati: le
richieste di informazioni da parte degli istituti di credito diventeranno più
granulari. Sarà necessario fornire dati certi su consumi energetici, emissioni,
gestione della supply chain e governance interna.
Il rischio del "Credit Crunch": le
imprese più sostenibili godono già oggi di tassi di default inferiori. Al
contrario, un’azienda "non sostenibile" o poco trasparente rischia di
essere percepita come più rischiosa, subendo un aumento dei tassi di interesse
o, nei casi più critici, l'esclusione dall'accesso ai finanziamenti.
In questo
scenario, la rendicontazione ESG non è più un adempimento burocratico, ma una leva
strategica per garantire la continuità aziendale.
BILANCIO
L’EBITDA Adjusted
Nel
panorama economico e finanziario attuale, la capacità di leggere tra le righe
di un bilancio non è solo un esercizio per addetti ai lavori, ma una necessità
strategica per ogni imprenditore che guardi alla crescita o alla valorizzazione
della propria azienda.
Se
l’utile d’esercizio resta il traguardo finale, la metrica che oggi domina le
trattative di acquisizione e le analisi di redditività, anche delle piccole
imprese italiane, è senza dubbio l’EBITDA (Earnings Before Interest,
Taxes, Depreciation, and Amortization) che rappresenta il reddito che
l’impresa genera dalla sola gestione caratteristica, al lordo di interessi,
tasse, svalutazioni e ammortamenti. In Italia, questo margine è spesso
sovrapposto al concetto di Margine Operativo Lordo (MOL), sebbene esistano
sottili distinzioni tecniche.
Vedi l’Approfondimento
IVA
Le scadenze LIPE 2026
Si ricordano le scadenze annuali relative all’invio delle Comunicazioni
delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE):
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lunedì 2 marzo 2026 è il termine ultimo per
l’invio dei dati LIPE del quarto trimestre 2025;
·
lunedì 1 giugno 2026 è il termine ultimo per
l’invio dei dati LIPE del primo trimestre 2026;
·
mercoledì 30 settembre 2026 è il termine
ultimo per l’invio dei dati LIPE del secondo trimestre 2026;
·
lunedì 30 novembre 2026 è il termine ultimo
per l’invio dei dati LIPE del terzo trimestre 2026.
Auto aziendali a uso
promiscuo: quando il contributo del dipendente è imponibile
Agenzia delle Entrate, Risposta a
istanza di interpello 21 gennaio 2026, n. 14
Con risposta a istanza di interpello n. 14 del 21 gennaio, l'Agenzia delle
Entrate è intervenuta sul trattamento fiscale del contributo versato dal
dipendente per l’auto aziendale concessa a uso promiscuo, precisando i limiti
entro cui può operare l’esenzione IRPEF.
Secondo l’Amministrazione finanziaria, solo la quota del costo
dell’auto trattenuta direttamente in busta paga può beneficiare dell'esenzione
IRPEF e solo fino all’importo del fringe benefit
convenzionale, determinato sulla base delle tabelle ACI. Diversamente, la
parte di costo eccedente, qualora venga recuperata dal datore di lavoro
attraverso la riduzione del premio variabile riconosciuto al dipendente,
concorre alla formazione del reddito imponibile.
Le somme che superano tale soglia, infatti, restano escluse dal regime
agevolato previsto dall’art. 51 del TUIR, che disciplina la determinazione del
reddito da lavoro dipendente, e sono quindi soggette a tassazione ordinaria.
Il chiarimento trae origine da un’istanza presentata da una società
intenzionata a introdurre una nuova "car policy" aziendale
denominata “Car Flexi”, destinata ai dirigenti. Il progetto prevede la
concessione in uso promiscuo di veicoli aziendali a bassissimo impatto
ambientale (elettrici o ibridi plug-in) e la partecipazione integrale del
dipendente al costo effettivo dell’auto. Tale partecipazione avviene mediante
una trattenuta mensile pari al 100% del valore convenzionale del fringe
benefit, integrata da una decurtazione del premio variabile per coprire
l’ulteriore costo di noleggio.
INCENTIVI
Finanza agevolata 2026: una guida ai
Bandi per l’avvio di nuove attività imprenditoriali
Il
2026 si apre con uno scenario di grande fermento per il tessuto produttivo
italiano, caratterizzato da una pluralità di strumenti di sostegno volti a
incentivare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e il lavoro
autonomo. Nonostante le riforme strutturali dell'ordinamento fiscale, la vera
leva per chi desidera trasformare un’idea in un’impresa risiede nell'accesso
strategico ai bandi regionali e nazionali. Per gli aspiranti imprenditori,
comprendere i meccanismi di questi incentivi è il primo passo fondamentale per
garantire una solida base finanziaria alla propria attività, prima ancora di
affrontare l'analisi di fattibilità con il proprio commercialista.
Lombardia: lo sportello "Nuova Impresa" 2026
In
Lombardia, la misura cardine per l'autoimprenditorialità si conferma lo
sportello "Nuova Impresa", gestito da Unioncamere. Questa iniziativa
punta a sostenere le MPMI, i lavoratori autonomi e i professionisti ordinistici
che hanno avviato o intendono avviare la propria attività sul territorio
lombardo.
·
Destinatari: imprese aperte dal 1°
giugno 2025, inclusi i liberi professionisti che hanno attivato la partita IVA
da non oltre quattro anni.
·
Agevolazione: un
contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa ammissibile, fino a un
massimo di 10.000 euro. L'investimento minimo richiesto è di 3.000 euro.
·
Spese ammissibili: il
bando copre sia spese in conto capitale (macchinari, hardware, software, arredi
nuovi) sia spese in conto corrente (onorari notarili, consulenze per l'avvio,
affitto dei locali e piani di comunicazione).
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Iter: si tratta di una procedura
"a sportello" basata sull'ordine cronologico, che prevede il rimborso
di spese già sostenute e quietanzate dopo l'apertura della nuova impresa.
Emilia-Romagna: tra Fondi Rotativi e Sostegno Rurale
Il
panorama in Emilia-Romagna è altrettanto dinamico, con strumenti che spaziano
dal finanziamento agevolato al premio forfettario per le aree interne.
Fondo StartER: fondo rotativo progettato per
favorire la nascita di nuove imprese e sostenere la crescita di quelle con meno
di cinque anni di vita.
·
Meccanismo: concede finanziamenti a
tasso agevolato con una provvista mista: il 75% deriva da risorse pubbliche a
tasso zero, mentre il restante 25% è messo a disposizione da istituti di
credito convenzionati.
·
Investimenti immobiliari: è uno
dei pochi strumenti che ammette esplicitamente l'acquisto, l'ampliamento o la
ristrutturazione di immobili strumentali, oltre all'acquisto di macchinari e
brevetti.
·
Soglie: i progetti devono avere un
valore compreso tra 20.000 e 500.000 euro.
GAL del Ducato: per chi opera nelle zone rurali
delle province di Parma e Piacenza, il bando per l'avviamento di start-up non
agricole offre un sostegno diretto allo spopolamento delle aree interne.
·
Premio: consiste in un premio in conto
capitale pari a 35.000 euro, erogato in due tranches.
·
Requisiti: è rivolto a chi intende
costituire o ha già costituito una micro o piccola impresa extra-agricola in
uno dei circa 60 comuni interessati.
Misure Nazionali: Incentivi Invitalia e l'Opzione NASpI
A
livello nazionale, le opportunità si concentrano su target specifici, come i
giovani e le donne, attraverso programmi gestiti da Invitalia.
Autoimpiego Centro-Nord: rivolta ai giovani sotto i 35
anni disoccupati o inoccupati, questa misura supporta l'avvio di attività
individuali o societarie.
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Voucher e contributi: prevede
voucher fino a 30.000 euro (elevabili a 40.000 per acquisti digitali o green) o
contributi a fondo perduto fino al 65% per programmi di spesa fino a 120.000
euro.
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Tempistica: La domanda deve essere
presentata entro termini molto stretti rispetto all'apertura della partita IVA,
rendendo fondamentale la rapidità d'azione.
ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: dedicato
alle società a prevalente partecipazione giovanile o femminile costituite da
non più di 36 mesi.
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Struttura: offre un mix di
finanziamento a tasso zero (fino al 90% della spesa) e un contributo a fondo
perduto del 20% su specifiche voci d'investimento.
·
Obiettivo: è ideale per progetti
strutturati nel commercio, turismo e industria con budget fino a 1,5 milioni di
euro.
NASpI anticipata: uno strumento spesso
dimenticato ma estremamente efficace per generare liquidità immediata è la
richiesta dell'intera indennità di disoccupazione spettante in un'unica
soluzione. Questa misura, accessibile non appena si ottiene la partita IVA, è
cumulabile con gli altri bandi e rappresenta un polmone finanziario
fondamentale per sostenere i costi di gestione iniziali dell'attività.
Navigare
tra le diverse opportunità di finanziamento richiede una visione d'insieme e
una valutazione attenta delle incompatibilità tra i vari regimi (ad esempio, il
Fondo StartER non è cumulabile con altre misure a fondo perduto regionali).
Ogni scelta, dalla forma giuridica alla sede operativa, può precludere o
favorire l'accesso a decine di migliaia di euro di incentivi.
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Misura |
Area Geografica |
Target principale |
Agevolazione |
Investimento min/max |
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Nuova Impresa |
Lombardia |
MPMI e Professionisti |
50% Fondo perduto (max € 10k) |
Min € 3.000 |
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Fondo StartER |
Emilia-Romagna |
Piccole Imprese < 5 anni |
Finanziamento tasso 0% (quota 75-80%) |
€ 20k - € 500k |
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GAL Ducato |
Parma e Piacenza |
Start-up extra-agricole |
Premio fisso € 35.000 |
N/A (Premio fisso) |
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Autoimpiego |
Centro-Nord |
Under 35 disoccupati |
Voucher (max € 40k) o 65% F.P. |
Max € 200k |
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ON Tasso Zero |
Nazionale |
Società Giovani/Donne |
Tasso 0% + 20% Fondo perduto |
Max € 1,5 mln |
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NASpI Anticip. |
Nazionale |
Disoccupati in NASpI |
100% indennità residua subito |
In base a NASpI maturata |
IRPEF
Ex frontalieri, via libera al regime
impatriati: cosa dice l’Agenzia delle Entrate
Agenzia delle Entrate, Risposta a
istanza di interpello 20 gennaio 2026, n. 12
Nuovi
chiarimenti per lavoratori impatriati e frontalieri sull’accesso al regime
agevolato dopo il rientro in Italia.
Con
la risposta a interpello n. 12 del 20 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate
interviene sull’applicazione del nuovo regime agevolativo per i lavoratori
impatriati (art. 5, D.Lgs. n. 209/2023), fornendo chiarimenti rilevanti in
relazione alla posizione degli ex frontalieri.
Il
caso esaminato riguarda un lavoratore dipendente di una società italiana che,
dopo aver trasferito la residenza all’estero ed essersi iscritto all’AIRE, ha
continuato a svolgere l’attività lavorativa in Italia come frontaliere. Dopo un
periodo di residenza fiscale all’estero pari a sette periodi d’imposta,
l’istante intende rientrare in Italia e proseguire il rapporto di lavoro con il
medesimo datore di lavoro, chiedendo se tale circostanza consenta l’accesso al
regime agevolativo.
Nel
fornire la propria risposta, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che l’art. 5
del D.Lgs. n. 209/2023 non pone condizioni in merito al luogo di svolgimento
dell’attività lavorativa durante il periodo di residenza all’estero precedente
al rientro. Ai fini dell’agevolazione rileva, invece, il rispetto
del requisito temporale minimo di permanenza all’estero che, nel caso di
attività prestata in favore dello stesso datore di lavoro (o di un soggetto
appartenente al medesimo gruppo), è fissato in sette periodi d’imposta.
Alla
luce di tali considerazioni, l’Agenzia ha concluso che l’ex frontaliere può
accedere al regime impatriati e applicarlo ai redditi di lavoro dipendente
prodotti in Italia dopo il trasferimento della residenza, a condizione che
risultino soddisfatti tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.
AGEVOLAZIONI
Aggiornato il portale bonusfiscali.enea.it
per i dati 2026
È operativo dal 22 gennaio 2026 il portale
aggiornato bonusfiscali.enea.it per la trasmissione dei dati all’ENEA
relativi agli interventi che accedono alle detrazioni fiscali di ecobonus e
bonus casa. L'accesso prevede l'autenticazione tramite SPID o CIE.
Dalla stessa data del 22 gennaio 2026 decorre il
conteggio dei 90 giorni per la trasmissione dati per gli interventi conclusi
tra il 1° gennaio 2026 e la data di messa on line del portale (22 gennaio 2026)
e per i lavori conclusi nel 2025, ma con parte delle spese da detrarre
sostenute nel 2026.
È possibile accedere al servizio on line solo
autenticandosi tramite SPID di persona fisica o CIE.
AGEVOLAZIONI
Bonus mobili ed elettrodomestici 2026:
online la Guida delle Entrate
Agenzia delle
Entrate, Guida Bonus mobili ed elettrodomestici
L'art. 1, comma 22, della
Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha prorogato a tutto il 2026 il
bonus mobili ed elettrodomestici, la detrazione IRPEF del 50% per
l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, per i quali sia prevista
l’etichetta energetica, di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla
classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F
per i frigoriferi e i congelatori.
Alla luce della conferma
dell'agevolazione anche per l'anno in corso l'Agenzia delle Entrate ha
aggiornato la relativa Guida, con tutte le informazioni utili sulle modalità di fruizione della
detrazione, sui requisiti richiesti, sui limiti di spesa e sui pagamenti
ammessi.
L'agevolazione è prevista
per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un
immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità
immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.
L'intervento, inoltre, deve
essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello
dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici. Per gli acquisti effettuati
nel 2026, ad esempio, il beneficio spetta a condizione che gli interventi edilizi
siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.
REATI
Campagna di phishing che sfrutta il
logo AdE per rubare le credenziali SPID
È
in atto una nuova campagna di phishing realizzata tramite l'invio di
email ingannevoli che, sfruttando il logo dell’Agenzia delle Entrate, tenta di
acquisire le credenziali di accesso delle identità digitali SPID degli utenti.
I
messaggio email invitano l’utente ad accedere alla propria area riservata
dell’Agenzia delle Entrate e contengono al loro interno un link che reindirizza
a un sito creato ad hoc, con una falsa schermata di accesso all’area
riservata dell’Agenzia delle Entrate che riproduce un modulo di login
tramite SPID contraffatto.
Viene
richiesto all’utente di inserire la password della propria identità SPID,
mentre l’indirizzo email della vittima è già precompilato tramite
personalizzazione del link.
L'Agenzia delle Entrate, totalmente estranea a queste comunicazioni, raccomanda di prestare la massima attenzione evitando di cliccare sui link riportati e di fornire informazioni personali, procedendo immediatamente alla loro eliminazione.
APPROFONDIMENTI |
ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE
Rottamazione-quinquies 2026: una nuova
frontiera per la definizione agevolata tra rigore e opportunità
Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 82-101
Il
panorama fiscale italiano del 2026 si apre con una novità di rilievo per
imprese e contribuenti: l'avvio operativo della cosiddetta rottamazione quinquies.
Con l'approvazione della Legge di Bilancio e la recente attivazione dei servizi
telematici, si delinea un percorso di definizione agevolata che, pur offrendo
boccate d'ossigeno finanziario, si presenta con un perimetro d'azione più
selettivo e regole di permanenza decisamente più severe rispetto alle edizioni
precedenti. Per i professionisti del settore e per i contribuenti,
comprendere i meccanismi di questa misura non è solo un esercizio tecnico, ma
una necessità strategica fondamentale per la salvaguardia dell’equilibrio
finanziario.
Il perimetro della misura: chi resta dentro e chi fuori
L’attuale
impianto della rottamazione-quinquies mira a smaltire il magazzino dei crediti
fiscali inesigibili, coprendo un arco temporale significativo. Tuttavia, la
prima evidenza che emerge dall'analisi normativa è la restrizione del perimetro
oggettivo. Non siamo di fronte a un provvedimento "indiscriminato",
ma a una procedura che richiede una puntuale verifica dei carichi affidati alla
riscossione.
Nello
specifico, ecco i punti cardine relativi all'ambito applicativo:
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Orizzonte temporale: la
misura riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio
2000 al 31 dicembre 2023.
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Esclusioni eccellenti: per la
prima volta, restano espressamente esclusi i debiti derivanti da attività di
accertamento. Sono inoltre esclusi i carichi già regolarmente pagati
nell'ambito della precedente rottamazione-quater alla data del 30 settembre
2025.
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Oggetto dell'agevolazione: l'adesione
permette l'abbattimento totale delle sanzioni amministrative, degli interessi
di mora e dell'aggio, richiedendo il solo versamento delle somme dovute a
titolo di capitale e delle spese per le procedure esecutive e di notifica.
La procedura di adesione: il digitale al servizio del Fisco
Per
chi intende beneficiare dello stralcio di sanzioni e interessi, il servizio per
presentare la domanda di adesione è già stato attivato sui canali telematici
dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. La domanda deve essere
presentata esclusivamente online entro il termine perentorio del 30 aprile
2026.
Il
contribuente ha la possibilità di richiedere preventivamente il "Prospetto
Informativo", un documento essenziale che elenca le cartelle
"rottamabili" e il risparmio potenziale. Questa fase è estremamente
delicata: omettere dei carichi o indicare erroneamente i numeri di ruolo può
pregiudicare l'efficacia dell'intera operazione. La piattaforma digitale
facilita l’invio, ma non sostituisce la capacità critica di discernere quali
debiti convenga effettivamente inserire nel piano di definizione e quali richiedano
una gestione differente.
Il rischio decadenza: una trappola per i distratti
Un
aspetto cruciale riguarda la gestione della decadenza. Se la precedente "quater"
era stata oggetto di diverse proroghe e riammissioni, la rottamazione-quinquies
nasce sotto il segno di un rigore ferreo. La puntualità non è un optional, ma
la condizione stessa di esistenza del beneficio.
La
normativa stabilisce che la definizione agevolata perde efficacia in casi
specifici che ogni contribuente deve monitorare con estrema attenzione:
1.
Mancato pagamento della prima o unica rata: fissata
al 31 luglio 2026, la sua omissione comporta l'immediata decadenza.
2.
Omissione di due rate: nel
caso di piano rateale (che può arrivare fino a 54 rate bimestrali in 9 anni),
il mancato versamento di due rate, anche non consecutive, determina la fine
dell'agevolazione.
3.
Ultima rata: il mancato pagamento
dell'ultima rata del piano, a prescindere dal numero di rate totali, causa la
decadenza totale.
È
fondamentale ricordare che resta valida la cosiddetta clausola di tolleranza
dei cinque giorni: un ritardo contenuto entro questo brevissimo lasso di
tempo non pregiudica il piano, ma superare anche solo di un'ora il sesto giorno
significa veder svanire lo sconto su sanzioni e interessi.
Il ruolo del consulente: oltre la semplice compilazione
In
questo scenario, appare chiaro che la rottamazione non debba essere intesa come
una soluzione automatica o puramente burocratica. La complessità della materia
e la severità delle conseguenze in caso di errore rendono indispensabile un
approccio analitico. Il contribuente si trova di fronte a un bivio: aderire
rischiando di non sostenere i flussi di cassa futuri, oppure valutare con
prudenza la propria capacità finanziaria a lungo termine, considerando che
sulle rate decorreranno interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026.
Affrontare
questa nuova sfida senza il supporto del proprio Commercialista significa
muoversi in un campo minato senza una mappa aggiornata. Solo un professionista
può redigere un quadro fedele della situazione debitoria, verificare
l’effettiva convenienza dell’adesione rispetto a rateazioni ordinarie e,
soprattutto, pianificare i flussi necessari per onorare il piano. La gestione
del debito fiscale è un pilastro della continuità aziendale; delegarne la
comprensione al caso è un rischio che oggi nessuna impresa può più permettersi
di correre.
BILANCIO
Cos’è e come utilizzare l’EBITDA Adjusted
Nel
panorama economico e finanziario attuale, la capacità di leggere tra le righe
di un bilancio non è solo un esercizio per addetti ai lavori, ma una necessità
strategica per ogni imprenditore che guardi alla crescita o alla valorizzazione
della propria azienda.
Se
l’utile d’esercizio resta il traguardo finale, la metrica che oggi domina le
trattative di acquisizione e le analisi di redditività, anche delle piccole
imprese italiane, è senza dubbio l’EBITDA (Earnings Before Interest,
Taxes, Depreciation, and Amortization) che rappresenta il reddito che
l’impresa genera dalla sola gestione caratteristica, al lordo di interessi,
tasse, svalutazioni e ammortamenti. In Italia, questo margine è spesso
sovrapposto al concetto di Margine Operativo Lordo (MOL), sebbene esistano
sottili distinzioni tecniche.
L’EBITDA
non trova una definizione formale nei principi contabili nazionali (OIC) né in
quelli internazionali (IAS/IFRS). Viene infatti classificato come un
"indicatore alternativo di performance". Nonostante questa mancanza
di "ufficialità" normativa, la sua diffusione è capillare poiché
permette di confrontare aziende diverse eliminando le variabili legate alle
politiche di ammortamento e alla struttura finanziaria.
Tuttavia,
nella sua forma "standard", questo indicatore rischia di offrire una
visione parziale, se non distorta, della realtà operativa. Ecco perché entra in
gioco l’EBITDA Adjusted, uno strumento più sofisticato che
mira a "ripulire" la performance aziendale dalle scorie della
gestione “straordinaria”.
In
sede di valutazione d’azienda, specialmente quando si applica il metodo dei multipli
di mercato, utilizzare un valore influenzato da eventi eccezionali
porterebbe a risultati fuorvianti. Se, ad esempio, un’azienda ha sostenuto
costi legali straordinari per una disputa una-tantum, il suo EBITDA standard
risulterà penalizzato, penalizzandone la sua valutazione.
L’EBITDA
Adjusted interviene proprio per correggere queste distorsioni, con l’obiettivo
di presentare un margine "normalizzato", ovvero quello che l’azienda
produrrebbe in un regime di normale operatività. Il confine tra una rettifica
legittima e un tentativo di abbellimento dei dati è sottile e l’operazione di
"adjustment" richiede un’analisi puntuale delle singole voci
contabili.
In
un contesto di mercato dove la competizione per i capitali è serrata, saper
presentare un EBITDA Adjusted solido e difendibile può fare la differenza tra
il successo e il fallimento di un'operazione straordinaria.
In
conclusione, l’EBITDA Adjusted non è solo una formula matematica, ma un
racconto della salute profonda di un’impresa. Identificare quali voci meritino
di essere "normalizzate" richiede non solo una profonda conoscenza
degli schemi di bilancio, ma anche una sensibilità interpretativa che solo un
professionista esperto può garantire.
EBITDA vs EBITDA Adjusted: quadro di sintesi
|
Caratteristica |
EBITDA Standard |
EBITDA Adjusted |
|
Definizione |
Reddito operativo della gestione caratteristica al lordo di
ammortamenti e svalutazioni. |
Versione "normalizzata" dell'EBITDA, depurata da
componenti straordinarie o non ricorrenti. |
|
Obiettivo |
Misurare la capacità immediata dell'impresa di generare
reddito operativo. |
Fornire una visione fedele della redditività ricorrente e
comparabile nel tempo. |
|
Componenti escluse |
Interessi, tasse, ammortamenti, svalutazioni (fissi). |
Tutte le componenti dell'EBITDA standard + voci
straordinarie/anomale. |
|
Esempi di rettifiche |
Nessuna (segue lo schema A-B del Conto Economico). |
Plusvalenze/Minusvalenze, costi per contenziosi, compensi soci
extra-market, lavori interni (A4). |
|
Utilizzo principale |
Reporting periodico, analisi di bilancio standard. |
Operazioni di M&A, due diligence, applicazione dei multipli
di mercato. |
|
Riferimento contabile |
Indicatore alternativo di performance (non definito da
OIC/IFRS). |
Strumento di analisi professionale (richiede giudizio
soggettivo e tecnico). |
|
Rischio di distorsione |
Alto: può essere influenzato da eventi unici che non si
ripeteranno. |
Basso: se le rettifiche sono oggettive e documentate. |
Commenti