Pellizza da Volpedo

Pellizza da Volpedo

martedì 20 dicembre 2016

rassegna fiscale periodica


IN BREVE
·         Le novità della Legge di Bilancio 2017
·         Detrazioni per interventi di efficienza energetica
·         Detrazioni per ristrutturazioni e bonus mobili
·         “Sismabonus”
·         Riqualificazione delle strutture ricettive
·         Proroga Superammortamento
·         Iperammortamento
·         Credito d’imposta per l’attività di ricerca e sviluppo
·         Regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata
·         Nuova Imposta sul Reddito d’Impresa (IRI) per i soggetti IRPEF
·         Rivalutazione di terreni, quote e beni d’impresa
·         Cessione, assegnazione ed estromissione agevolata di beni ai soci
·         Nota di variazione IVA nell’ambito delle procedure concorsuali
·         Novità per il “Gruppo IVA”
·         Novità ACE
APPROFONDIMENTI
·         Superammortamento e iperammortamento
·         La nuova Imposta sul Reddito d’Impresa (IRI)




IN BREVE

IMPOSTE DIRETTE, IVA
Deducibilità dei costi black list: i chiarimenti dell’Agenzia Entrate
Agenzia Entrate, Circolare 26 settembre 2016, n. 39/E
La legge di Stabilità 2016 ha abrogato la disciplina speciale dettata dall’art. 110, commi 10 e 12-bis, del Tuir che prevedeva, per i costi derivanti da operazioni intercorse con Paesi a fiscalità privilegiata, la totale indeducibilità dei costi black list (salvo prova contraria).
In una recente circolare, n. 39/E del 26 settembre 2016, l’Agenzia Entrate ha fornito chiarimenti per l’applicazione del nuovo regime e per la corretta compilazione del modello UNICO2016, nella parte che riguarda l’indicazione dei costi sostenuti per operazioni intercorse con Paesi a fiscalità privilegiata.

(Vedi l’Approfondimento)


CONSOLIDATO FISCALE
Novità per il consolidato nazionale
Agenzia Entrate, Circolare 26 settembre 2016, n. 40/E
L’Agenzia Entrate ha dedicato una recente circolare, n. 40/E del 26 settembre 2016, alla disciplina del consolidato nazionale di cui agli artt. 117 e ss. del TUIR, con particolare riferimento alle novità introdotte in materia dal D.Lgs. n. 147/2015 (decreto internazionalizzazione).
Il documento illustra, in particolare, alcuni casi in cui un soggetto non residente può partecipare al regime fiscale in esame, sia in qualità di consolidante, sia in qualità di consolidata, attraverso una propria stabile organizzazione.

(Vedi l’Approfondimento)


RISCOSSIONE E VERSAMENTI
Domande entro il 20 ottobre per la concessione di un nuovo piano di rateazione
Legge 7 agosto 2016, n. 160, di conversione del D.L. 24 giugno 2016, n. 113
Entro il 20 ottobre 2016 possono essere trasmesse le istanze per:
·         la riammissione alla dilazione dei ruoli per i contribuenti decaduti al 1 luglio 2016 da precedenti piani di rateazione;
·         la riammissione alla dilazione da accertamento con adesione acquiescenza per i contribuenti che risultano decaduti tra il 16 ottobre 2015 e il 1 luglio 2016.
Ricordiamo che:
·         si decade dal nuovo piano per effetto del mancato pagamento di due rate, anche non consecutive;
·         la rateazione non può essere concessa per più di sei anni, cioè 72 rate mensili;
·         sono esclusi gli importi oggetto di segnalazione da parte delle pubbliche amministrazioni;

È stato inoltre innalzato da 50.000 a 60.000 euro il limite al di sotto del quale la dilazione viene concessa da Equitalia su semplice richiesta di parte, senza la necessità di dimostrare la temporanea difficoltà finanziaria.



AGEVOLAZIONI
Assegnazione agevolata di beni ai soci: i chiarimenti dell’Agenzia Entrate
Agenzia Entrate, Circolare 16 settembre 2016, n. 37
A pochi giorni dalla scadenza, fissata al 30 settembre 2016, l’Agenzia Entrate ha pubblicato una circolare per fornire chiarimenti in merito alla disciplina dell’assegnazione, cessione e trasformazione agevolata prevista dall’art. 1, commi da 115 a 121, legge n. 208 del 2015.
La circolare affronta diversi argomenti:
·         il trattamento contabile e riflessi fiscali dell’assegnazione;
·         l’assegnazione/cessione agevolata e conseguenze fiscali;
·         gli effetti fiscali in capo ai soci;
·         il passaggio dal regime di contabilità semplificato a quello ordinario;
·         l’assegnazione dei beni nel caso di recesso soci;
·         casi particolari di assegnazione;
·         la base imponibile IVA dell’assegnazione agevolata;
·         la rettifica della detrazione per le assegnazioni fuori campo IVA;
·         la trasformazione agevolata in società semplice;
·         la determinazione dell’imposta sostitutiva nel caso di assegnazione/cessione ai soci di terreni agricoli sui quali insistono fabbricati rurali;
·         l’imposta di registro: applicazione dell’imposta minima e determinazione della base imponibile per le assegnazioni o cessioni di immobili ai soci.

Ricordiamo che il termine ultimo per effettuare l’operazione agevolabile fiscalmente era il 30 settembre 2016.
La pubblicazione di una circolare a 14 giorni dalla scadenza lasciava supporre una imminente proroga, per consentire ai contribuenti ed ai loro professionisti il giusto tempo per esaminare i chiarimenti (peraltro “non scontati”).
La proroga non è arrivata, pare a causa dell’indisponibilità di un provvedimento legislativo in cui inserire la proroga in urgenza. Secondo la stampa specializzata è, a questo punto, altamente probabile che la prossima legge di Stabilità riapra i termini retroattivamente.


Escluso il credito d'imposta Ricerca & Sviluppo per lo studio di “attività di formazione”
Agenzia delle Entrate, Risoluzione 23 settembre 2016, n. 80/E
Con una Risoluzione emessa in risposta ad un interpello, l’Agenzia Entrate ha chiarito che il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo non può essere riconosciuto ad attività che vengano descritte come attività, di ricerca e sviluppo, dedite alla creazione di corsi di formazione, seppure con un forte contenuto innovativo.
L’Agenzia Entrate ha espresso dubbi sul fatto che i caratteri di innovazione previsti dall’agevolazione possano essere riconosciuti allo specifico progetto formativo, anche in considerazione del fatto che il processo seguito per la definizione del progetto formativo, nonché la sua articolazione modulare e le metodologie didattiche sembrerebbero essere patrimonio della scienza della formazione e comunque già impiegate in altre esperienze di erogazione di alta formazione.
Inoltre, se il percorso formativo è destinato ad essere erogato dietro remunerazione il credito d’imposta non può spettare; la destinazione commerciale è infatti motivo espresso di esclusione dal credito di imposta per i “prodotti, processi o servizi” di cui all’art. 3, lettera c), del D.L. 145/2013, fatta eccezione per i prototipi richiamati all’ultimo passaggio della stessa lettera c), tra i quali non rientra il caso di specie.

Incentivi per fonti rinnovabili solo se l'impianto è in rete
Tar Lazio, Sent. 13 settembre 2016, n. 9698
Il Tar del Lazio ha recentemente sentenziato che alle fonti rinnovabili di energia spettano le agevolazioni pubbliche soltanto se i relativi impianti sono connessi alla rete, confermando il principio riportato nella “Guida agli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili” pubblicata dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) nel 2010.


IVA
L'irregolarità formale della fattura non pregiudica la detrazione dell'IVA
La Corte di Giustizia Ue ha recentemente confermato che eventuali irregolarità della fattura possono essere sanzionate, ma non possono comportare il diniego del diritto alla detrazione in tutti i casi in cui il medesimo spetti sulla base dei requisiti sostanziali previsti dalla normativa. Il diritto alla detrazione dell’IVA costituisce parte integrante del meccanismo che regola l’imposta e, in linea di principio, non può essere soggetto a limitazioni.


IRPEF
Deducibilità delle spese mediche per portatori di handicap e invalidi civili
Agenzia Entrate, Risoluzione 23 settembre 2016, n. 79
L’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito che le spese mediche e di assistenza specifica deducibili ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. b), TUIR:
·         sono sempre deducibili per i soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi della legge n. 104/1992;
·         non sono invece automaticamente deducibili per gli invalidi civili. In tal caso l’Agenzia Entrate individua come indicatore per la deduzione il riconoscimento dell’invalidità totale o dell’indennità di accompagnamento.


CONVENZIONI BILATERALI
Efficace dal 31 dicembre 2015 il regime speciale con Taiwan
Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Comunicato 23 settembre 2016
Il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha comunicato che le norme sul regime fiscale speciale che regola i rapporti tra Italia e Taiwan, di cui alla legge 7 maggio 2015, n. 62, sono efficaci dal 31 dicembre 2015.
Il comunicato precisa inoltre che il regime si applica:
a.      con riferimento alle imposte prelevate mediante ritenuta alla fonte, alle somme realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2016;
b.      con riferimento alle altre imposte sul reddito, alle imposte relative ai periodi imponibili che iniziano a decorrere dal 1° gennaio 2016.


IMPOSTE DIRETTE, IVA
Acquisto e vendita di bitcoin e monete virtuali
Agenzia delle Entrate, Risoluzione 2 settembre 2016, n. 72/E
L’Agenzia Entrate, in risposta ad un interpello, ha chiarito che le attività di intermediazione di valuta tradizionale con moneta virtuale svolte dagli operatori del mercato non scontano l’IVA in quanto rientrano tra le operazioni relative a banconote e monete.
Sul piano della tassazione diretta, invece, i ricavi che derivano dall’attività di intermediazione nell’acquisto e vendita di bitcoin sono soggetti ad Ires ed Irap, al netto dei relativi costi.
Per valutare i bitcoin di cui la società dispone a fine esercizio occorre considerarne il valore normale, cioè la loro quotazione in quel momento.
Per quanto riguarda i clienti persone fisiche che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, la risoluzione chiarisce che si tratta di operazioni a pronti che non generano redditi imponibili perché manca la finalità speculativa. Ne deriva che gli operatori non sono tenuti agli adempimenti tipici dei sostituti d’imposta.


LAVORO AUTONOMO
Quando il lavoratore autonomo può essere “riconsiderato” dipendente subordinato
Corte di Cassazione, Sent. 21 settembre 2016, n. 18502 e sent. 22 settembre 2016, n. 18586
La Corte di Cassazione ha recentemente sentenziato che sussiste un rapporto di lavoro subordinato e non di natura autonoma, qualora dalle deposizioni testimoniali emerga che il lavoratore è tenuto al rispetto di orari di lavoro identici a quelli degli altri dipendenti ed utilizza mezzi e strumenti del datore di lavoro.
Secondo la Corte è da considerarsi lavoratore dipendente anche l’autonomo che, pur senza vincoli di orario e con elevata autonomia, sottostà alle direttive impartitegli dalla direzione commerciale dell’azienda e coordina un gruppo di persone numeroso.


SOCIETÀ
È sufficiente la società semplice per l'affitto di immobili senza servizi ulteriori
Il Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie, in una raccolta di massime emanate nel corso del 2016, ha affermato che l'affitto di una o più unità immobiliari da parte di una società che ne ha la titolarità, senza la previsione di ulteriori servizi accessori a beneficio dell'impresa utilizzatrice, rappresenta un'attività economica non commerciale che può essere gestita attraverso una società semplice.
Secondo i Notai delle Tre Venezie la gestione di beni integra:
a.      un'attività commerciale, se esercitata con “modalità più o meno complesse che comunque presuppongano l'utilizzo e il coordinamento di uno o più mezzi della produzione”;
b.      un'attività economica non commerciale, se svolta senza necessità di coordinamento dei mezzi della produzione, in assenza di qualsiasi organizzazione di tipo industriale, al fine vincolante di ricavarne un utile e “con esclusione della possibilità per i soci di utilizzare direttamente i beni sociali”;
c.      una comunione di godimento, qualora sui beni gestiti non sia impresso il vincolo negoziale di destinazione produttivo/economico tipico del contratto di società, vincolo negoziale che, se costituito, esclude l'applicazione della disciplina sulla comunione dettata dagli artt. 1102 e 1103 c.c. (facoltà per i comproprietari di utilizzare personalmente i beni e di disporne liberamente pro-quota).



APPROFONDIMENTI

AGEVOLAZIONI
Superammortamento e iperammortamento
La legge di Bilancio 2017 prevede:
1.         la proroga (con l’eccezione dei veicoli a deducibilità limitata) fino al 31 dicembre 2017 (o fino al 30 giugno 2018 a condizione che entro il 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione), del super ammortamento prevista dall’art. 1, commi 91 ss., della legge n. 208/2015 (legge di Stabilità 2016), riguardante gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi;
2.         una nuova disciplina (iperammortamento) che riconosce:
•    una maggiorazione nella misura del 150% del costo di acquisizione per i beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave Industria 4.0;
•    una maggiorazione ordinaria del 40% del costo di acquisto per i beni immateriali strumentali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0.

L’allegato A della legge di Bilancio 2017 elenca i beni strumentali agevolabili e il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti:
1.         macchine utensili per asportazione;
2.         macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma,  fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici;
3.         macchine per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali o delle materie prime;
4.         macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali;
5.         macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura;
6.         macchine per il confezionamento e l’imballaggio;
7.         macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio, macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico);
8.         robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot;
9.         macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici;
10.     macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale;
11.     macchine, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione);
12.     magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

L’allegato B elenca invece i beni immateriali connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0» a cui spetta una maggiorazione del 40% (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni).
Per poter beneficiare dell’Iperammortamento l’impresa dovrà acquisire:
·         una dichiarazione del legale rappresentante resa ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445;
·         invece, per gli i beni di costo unitario superiori a 500.000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all’albo o da un ente di certificazione accreditato, attestante che il bene:
1.     possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo nell’elenco di cui all’allegato A e/o all’allegato B,
2.     è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Le maggiorazioni del costo di acquisizione non producono effetti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.
La determinazione degli acconti dovuti per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e per quello successivo è effettuata considerando quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata in assenza di iperammortamenti.


IMPOSTE SOSTITUTIVE
La nuova Imposta sul Reddito d’Impresa (IRI)
La legge di Bilancio 2017 definitivamente approvata il 6 dicembre 2016 prevede un nuovo art. 55-bis del Tuir, che regolamenta l’Imposta sul Reddito d’Impresa (IRI).
L’IRI è una imposta “opzionale” alla quale potranno aderire gli imprenditori individuali e le società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria e anche dalle società a responsabilità limitata trasparenti.
L’IRI è un’imposta sostitutiva dell’IRPEF che si applica con l’aliquota prevista per l’IRES (24% dal periodo d’imposta 2017) sulla quota di utili non distribuiti e quindi trattenuti presso l’impresa;
L’opzione per aderire al regime IRI dura 5 periodi d’imposta, è rinnovabile e dev'essere esercitata nella dichiarazione dei redditi, con effetto dal periodo d’imposta cui è riferita la dichiarazione.
Per impedire fenomeni di doppia imposizione, le riserve formatesi con utili di esercizi ante opzione e quindi già stati tassati secondo le regole IRPEF ordinarie, in sede di prelevamento non avranno alcun effetto sull’applicazione dell’IRI.
Le perdite d’impresa maturate in regime di IRI saranno computate in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi per l’intero importo che trova capienza negli stessi, senza alcun vincolo temporale.
Nulla cambia ai fini previdenziali: la base imponibile per la determinazione dei contributi dovuti non deve tenere conto del reddito determinato ai fini Iri ma dell'intero reddito d'impresa conseguito dall'impresa (come avviene in caso di mancata opzione).
L’IRI è un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e quindi, in caso di opzione, le detrazioni IRPEF (comprese quelle per familiari e per il versamento di contributi previdenziali obbligatori) saranno limitate alla quota di reddito che continuerà ad essere assoggettato ad IRPEF.
L'intento della norma, come emerge espressamente nella relazione illustrativa del disegno di legge, è quello di armonizzare il sistema tributario mediante un trattamento fiscale uniforme tra le imprese individuali e le società di persone (assoggettate all’IRPEF - imposta progressiva) e le società di capitali assoggettate all'IRES (imposta fissa al 24% dal periodo d’imposta 2017). L’IRI premia inoltre la crescita e lo sviluppo delle attività produttive mediante il reinvestimento degli utili all'interno delle piccole e medie imprese in regime di contabilità ordinaria.
Attenzione, però, perché l’IRI potrebbe non essere sempre vantaggiosa e in alcuni casi potrebbe comportare un aggravio della tassazione in capo all’imprenditore.
Come già anticipato, trattandosi di imposta sostitutiva dell’IRPEF, l’assoggettazione del reddito all’IRI potrebbe infatti compromettere la capienza del reddito imponibile IRPEF ai fini dell’integrale recupero di oneri deducibili (quali, per esempio, i contributi previdenziali obbligatori) o di detrazioni (per spese detraibili, ristrutturazioni edilizie, risparmio energetico, ecc.).
Infine, le imprese attualmente in contabilità semplificata, dovranno tener conto anche dei maggiori oneri derivanti dal passaggio al regime ordinario. In questi casi dovrà anche essere considerata l’altra novità prevista dalla legge di Bilancio 2017 che introduce il principio di cassa ai fini della tassazione dei redditi delle cosiddette “imprese minori” assoggettate a contabilità semplificata (art. 66 del Tuir; art. 5-bis, comma 1-bis , D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446; art. 18 , D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600).
Anche se l’opzione andrà esercitata in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2017, è opportuno esaminare in anticipo gli effetti che l’opzione IRI potrebbe comportare, tanto più per quei soggetti che si trovano in regime “semplificato” e potrebbero decidere di passare all’ordinario già dal 1° gennaio 2017.



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