Regime Forfettario e la nuova soglia a 100.000 euro nel Ddl Bilancio 2027: cosa cambia e attenzione al 2026
Il dibattito sulla riforma del regime forfettario si arricchisce di nuove prospettive con il Disegno di legge di Bilancio 2027. Tra le novità al centro dell’attenzione spicca l’ipotizzato innalzamento della soglia ordinaria a 100.000 euro. È tuttavia fondamentale chiarire che si tratta, ad oggi, di una previsione contenuta in un disegno di legge e non di una norma definitivamente approvata: il testo è soggetto all’iter parlamentare e potrà subire modifiche.
La disposizione di riferimento è l’articolo 9, comma 2, che interviene sul nuovo Testo unico delle imposte sui redditi di cui al D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, modificando in particolare gli articoli 232 e 238, con quest’ultimo dedicato a disciplinare le soglie di cessazione immediata.Il "Doppio Binario": Differenze tra Imposte sui Redditi e IVA
Il disegno di legge delinea un sistema distinto e non perfettamente allineato tra la tassazione dei redditi e la disciplina IVA. Come evidenziato nel quadro normativo in discussione:
| Ambito | Soglia ordinaria proposta dal 2027 | Effetto del superamento |
| Imposte sui redditi | 100.000 euro | Oltre 100.000 e fino a 115.000 euro, il regime cesserebbe dall’anno successivo; oltre 115.000 euro, cesserebbe immediatamente nell’anno in corso. |
| IVA | 85.000 euro, salvo autorizzazione europea | Oltre 85.000 euro si uscirebbe dal regime IVA dall’anno successivo; oltre 100.000 euro la cessazione sarebbe immediata, per le operazioni successive a quella che determina il superamento. |
Di conseguenza, la soglia reddituale di 100.000 euro non coinciderebbe necessariamente con quella IVA. Nella fascia compresa tra 85.000 e 100.000 euro si potrebbe mantenere la tassazione forfetaria del reddito, pur dovendo applicare le regole IVA ordinarie secondo il meccanismo previsto. Eventuali innalzamenti futuri della soglia IVA a 100.000 euro richiederanno in ogni caso il coordinamento con la disciplina europea.
Conseguenze pratiche per il fatturato 2026
Per i contribuenti che operano nel corso del 2026, il limite applicabile resta quello attualmente vigente, pari a 85.000 euro per l’accesso e la permanenza ordinaria. La soglia di 100.000 euro determina attualmente l’uscita immediata secondo la disciplina in vigore. L’innalzamento prospettato decorre dal 2027 e non costituisce, in assenza di una disposizione espressa, una modifica retroattiva delle regole del 2026.
In concreto, a seconda del volume d’affari registrato nel 2026, si delineano diversi scenari:
Ricavi o compensi 2026 fino a 85.000 euro: Il contribuente rispetta pienamente il limite ordinario 2026. Qualora la modifica fosse approvata, il limite reddituale di 100.000 euro potrebbe consentire la permanenza nel regime anche nel 2027, fatta salva la verifica di tutti gli altri requisiti.
Oltre 85.000 e fino a 100.000 euro nel 2026: Secondo le regole attuali, il superamento della soglia di 85.000 euro comporta l’uscita dal regime dall’anno successivo, mentre il superamento di 100.000 euro determina la cessazione immediata nello stesso anno. Se la nuova soglia a 100.000 euro entrasse in vigore dal 2027, la permanenza per le imposte sui redditi nel 2027 potrebbe essere possibile, ma sarà necessario attendere il testo definitivo e l’eventuale disciplina transitoria. La misura proposta non costituisce pertanto una garanzia di continuità automatica prima della sua definitiva approvazione.
Oltre 100.000 euro nel 2026: Si supera la soglia che, secondo la disciplina vigente nel 2026, comporta la cessazione immediata del regime nell’anno in corso. L’eventuale innalzamento del limite dal 2027 non risulta, nei documenti attuali, accompagnato da una norma che annulli retroattivamente tale effetto o che consenta un rientro automatico nel regime nel 2027.
Conclusioni e raccomandazioni
La distinzione risulta di estrema importanza: il limite del 2026 non può essere considerato un mero dato numerico da confrontare in modo acritico con la futura soglia di 100.000 euro. Un contribuente che nel 2026 oltrepassi i 100.000 euro subisce gli effetti della fuoriuscita immediata già nell'anno in corso, con impatti diretti sulla determinazione del reddito.
Si consiglia pertanto un’attenta pianificazione fiscale e una verifica puntuale dei volumi d'affari in chiusura d'anno, in attesa dell'evoluzione dell'iter legislativo parlamentare.


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